Aggressione di un cane in montagna: si può chiedere risarcimento?

Cosa succede quando si viene morsi da un cane o si subisce un aggressione da parte di un animale? Ecco come comportarsi e i risarcimenti

I cani, randagi o da pastore, sono gli animali più temuti dagli escursionisti, principalmente per l’alta probabilità di incontrarli.

Un cane che ci corre incontro abbaiando a tutta velocità può spaventare molto, e qualche volta morde. Cosa succede se durante un’escursione veniamo attaccati da un cane e riportiamo ferite? A chi dobbiamo rivolgerci per ottenere un risarcimento? E in quali casi?

Analizziamo insieme le conseguenze degli attacchi di cani in montagna, siano questi domestici, da pastorizia o randagi.

Aggredito da un cane in montagna: ecco come fare

Innanzitutto non attraversate le greggi: in questo modo si spaventano gli animali e si possono allertare i cani da protezione i quali, individuandovi come un pericolo, reagiranno abbaiando e venendovi incontro.

Inoltre non gridate o fate movimenti bruschi con bastoni, né lanciate i sassi verso il bestiame o il cane. Se il cane si avvicina dovete rimanere fermi non guardatelo fisso negli occhi, poiché questo comportamento potrebbe essere interpretato come una sfida.

Aggressione di un cane in montagna: si può chiedere risarcimento?
Aggressione di un cane in montagna: si può chiedere risarcimento? – Pexels @Simona Kidrič – Montagneracconta.it

 

Intanto indietreggiate lentamente, senza mai voltarvi, fino al momento in cui il cane cesserà di abbaiare, dopo di che riprendete a camminare aggirando il gregge.

Se invece siete in bicicletta non attraversate mai un gregge o un pascoloscendete e lentamente a piedi aggirate il gregge o il pascolo presidiato. Potrete poi risalire tranquillamente in bicicletta e proseguire la vostra escursione.

Infine è sconsigliato portare con sé cani da compagnia se l’escursione programmata può interessare territori ove siano presenti greggi al pascolo presidiati da cani da guardiania.

In caso di attacchi a persone, la responsabilità ricade sul padrone dell’animale. Il padrone del cane ha un dovere di custodia verso il proprio animale ed è tenuto a rispondere degli eventuali danni o aggressioni causati a terzi.

Il padrone è responsabile delle lesioni provocate dal cane che sfugge al suo controllo e attacca una persona, quando ciò è dovuto a una sua cattiva custodia e gestione dell’animale.

Ecco quali sono le responsabilità per il padrone:

  • responsabilità amministrativa: secondo l’art. 672 del Codice Penale, “Chiunque lascia liberi, o non custodisce con le debite cautele, animali pericolosi da lui posseduti, o ne affida la custodia a persona inesperta, è punito con la sanzione amministrativa da euro 25 a euro 258.” Questo rappresenta un illecito di pericolo (anche se depenalizzato), realizzabile con condotta omissiva o commissiva. Il bene giuridico tutelato è l’incolumità pubblica.
  • responsabilità penale: secondo l’art. 590 c.p. e la Corte di Cassazione 48429 del 2011, se si verifica un’effettiva aggressione con conseguente danno alle persone, il padrone risponde del reato di lesioni colpose o omicidio colposo, che in casi gravi può comportare la reclusione fino a 3 anni. Soltanto dimostrando un caso fortuito, ossia un evento eccezionale e imprevedibile che supera gli scenari di rischio ipotizzabili, è possibile esonerarsi da questa responsabilità. Tale evento potrebbe includere anche il comportamento inadeguato del danneggiato (come aizzare o spaventare l’animale) e il reato è perseguibile a querela della persona offesa. 
  • responsabilità civile risarcimento dei danni: il proprietario è tenuto a pagare un risarcimento per i danni causati dal morso o dall’aggressione del cane, come stabilito dall’art. 2052 del Codice Civile. Questo risarcimento include senza dubbio le spese mediche, ma anche il danno biologico e quello morale, valutati dal giudice a seconda del caso, e comprende sia i danni patrimoniali che non patrimoniali. Nel 2024, ad esempio, per un ferimento a un braccio, è stato ottenuto un risarcimento di 50.000€.

Invece, per quanto riguarda i cani randagi, la responsabilità è del comune con il principio della corresponsabilità degli stessi nello svolgimento dei compiti di organizzazione, prevenzione e controllo del randagismo sul proprio territorio.

Il fondamento è La Legge n. 281/1991, la legge quadro sugli animali da affezione, che demanda alle rispettive regioni il compito di disciplinare la materia.

In definitiva il danno subito dal cittadino è indirettamente riconducibile alla condotta omissiva del Comune, che non adottando provvedimenti per prevenire il randagismo, ha di fatto “permesso” la presenza di cani vaganti sul proprio territorio e, perciò, il danno al cittadino. 

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