Cucina di montagna, quali sono i piatti tipici più buoni?

I piatti tipici più gustosi della cucina di montagna, dalla polenta e brasato alla fonduta di formaggio, i sapori autentici delle Alpi. 

Durante l’inverno, la montagna diventa un punto di ritrovo per gli appassionati di sci, snowboard e sci di fondo. Al contrario, nel periodo estivo, offre una varietà di possibilità per gli amanti dell’escursionismo, dei percorsi ciclabili e delle strade panoramiche che attraversano valli e villaggi, ideali per esplorare in moto. Indipendentemente dal momento dell’anno, la montagna rappresenta sempre l’occasione propizia per gustare qualche piatto succulento, preparato con i numerosi prodotti locali forniti dal territorio. Dai primi piatti ai dessert, ecco alcuni dei migliori piatti italiani da degustare in montagna.

I piatti più buoni e tipici della cucina di montagna da provare assolutamente

Il Brezel, spesso è collegato alla gastronomia tedesca, ha in realtà origini alsaziane e viene gustato in tutte le regioni germanofone e nel Sud-Tirolo. Inizialmente mangiato semi-crudo, è solo recentemente che è stato adottato l’uso di tostarlo, a seguito di un errore da parte di un panettiere che si addormentò durante il lavoro facendoli bruciare.

Le Cajettes rappresentano una variante dei gnocchi comuni, particolarmente presenti tra la val di Susa e la Val Chisone, e specificatamente nell’area di Sestriere, un borgo con una popolazione di circa 900 residenti che si moltiplica considerevolmente durante l’inverno a causa della stazione sciistica – la più vasta dell’intero Piemonte – che unisce le due vallate. Gli ingredienti principali di questi gnocchi includono patate, ortica, cipolla e farina di segale, e vengono tipicamente cotti al forno con una gratinatura. Una preparazione “umile”, profondamente radicata nelle usanze rurali locali, che mette in risalto uno degli alimenti più comuni nei periodi di scarsità, da sempre associato alla povertà: la patata. Il termine dialettale proviene dalla forma allungata degli gnocchi ed è legato al fuso usato in passato per tessere la lana.”

Conosciuti anche come knödel in tedesco, i Canederli sono tipici di buona parte del Nord Italia, dal Friuli Venezia Giulia fino alle Alpi lombarde e venete. Questi gnocchi si preparano principalmente con pane raffermo, farina, uova, speck, prezzemolo e parmigiano. Vi sono molte versioni, ciascuna con ingredienti e dosaggi differenti. Non mancano mai nell’impasto le erbe alpine, gli insaccati, i formaggi e poi a dar sapore, ci sono funghi e brodi. E per finire, non dimentichiamo il semplice condimento di pangrattato dorato nel burro.

In Valle d’Aosta, la fontina è un ingrediente chiave di numerose ricette tradizionali. Per apprezzarla appieno nelle giornate più gelide, la scelta migliore è la fonduta Valdostana, un piatto caldo creato con fontina fusa. Il formaggio viene sciolto in una speciale pentola denominata caquelon. Ogni partecipante al pasto immergerà un pezzo di pane direttamente nel pentolone utilizzando una forchetta specifica per la fontina.

I pizzoccheri, tipici della regione Valtellina e specialità di Teglio e Tirano, sono un piatto a base di una sorta di tagliatelle più spesse. Queste sono realizzate con farina di grano saraceno, farina 00 e acqua. Tradizionalmente i pizzoccheri vengono preparati con patate, verze, burro liquefatto e formaggio, sia Casera che Bitto. Tuttavia, nel corso del tempo sono nate diverse varianti di questo piatto. Non è chiaro da dove provenga il nome, ma si ritiene che possa avere origine da pita, che è il termine arabo per pane, o forse da bizocuhs, un termine usato in passato per descrivere i bizzochi, membri di una setta eretica di frati minori condannati da Bonifacio VIII. Un elemento distintivo di questo tipo di pasta è l’uso del grano saraceno, un cereale che si è adattato con facilità ai terreni montani.

La polenta concia è un piatto tipico irrinunciabile servito in ogni autentico rifugio montano. Questo alimento, che per lungo tempo ha rappresentato la base dell’alimentazione di molte famiglie del nord Italia, è prevalentemente composto da farina di mais. La sua caratteristica texture cremosa varia in densità. Nelle diverse regioni settentrionali, soprattutto in Valle d’Aosta e Lombardia, la polenta viene usualmente arricchita con burro e formaggio, dando vita alla variazione nota come “concia”, un termine che si riferisce all’aggiunta di condimenti. In base alla regione, il tipo di formaggio usato cambia: la fontina è predominante in Valle d’Aosta, dove è più comune.

Gli schlutzkrapfen, conosciuti anche come ravioli atesini, ravioli della Pusteria, roffioi o rofioi, rappresentano uno dei tipi di pasta caratteristici dell’Alto Adige. Queste mezzelune sono realizzate con ingredienti come farina di segale, grano, uova, olio e acqua e vengono riempite con spinaci, ricotta e patate durante l’inverno, mentre nella stagione primaverile vengono riempiti con semi di papavero ed erba cipollina. In passato, era consuetudine servirli il sabato, conditi con burro liquefatto e graukäse. Oggigiorno, però, vengono apprezzati quotidianamente, sia nelle abitazioni private che nei ristoranti di tradizione.

spätzle verdi appena preparati
Foto | RitaE @Canva – montagneracconta.it

Gli spätzle, noti piccoli gnocchi originari del sud della Germania, sono molto apprezzati anche in Svizzera, Francia, Tirolo e Trentino. Il composto consiste in una miscela di farina di grano e grano saraceno, acqua e uova, a cui a volte si aggiunge anche il latte. Questo composto viene fatto gocciolare in brodo o in acqua salata attraverso un oggetto particolare simile a una grattuggia piatta, che dà la forma caratteristica allo gnocco. Una versione verde di questo piatto, chiamata spinatspäztle, è anche disponibile. Storicamente, era realizzata con spinaci selvatici e erbe foraggiate. Ora, viene di solito servita con burro, formaggio e speck.

Lo strudel di mele, un classico dolce del Trentino, è un involucro di pasta sottile riempito con mele, uvetta, pinoli e cannella. Questo dolce si adatta perfettamente sia per una merenda sia come conclusione di un pasto, e può essere abbinato a un calice di vin brulé, crema o gelato.

Non vi è vacanza sulla neve che non includa un delizioso piatto di zuppa e in particolar modo, nel Trentino Alto Adige, la zuppa d’orzo domina la tavola. Essa è un sostanzioso pasto composto da elementi semplici. Gli ingredienti che costituiscono la base di questo piatto sono orzo perlato cotto nel brodo di carne, verdure, speck o pancetta affumicata. Questi ingredienti concorrono a creare una zuppa ricca con un gusto genuino.

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